I partiti di oggi

Giugno 11, 2009 di fr69
“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.

Berlinguer, 1981- Intervista a Scalfari

Non cercare la Cura ma cercare la Guarigione

Giugno 10, 2009 di fr69

La muta – Raffaello

Giugno 9, 2009 di fr69

Politica e società civile

Giugno 9, 2009 di fr69
Se dovessi semplicemente seguire il desiderio del mio cuore direi che, in Italia, e non solo, non c’è nessun partito che abbia una realistica possibilità di poter incidere sul nostro presente e futuro prossimo, che rappresenti le mie aspirazione, per una società, estesa a tutto il mondo, in cui il benessere, nel rispetto dell’astronave Terra, sia un diritto per tutti e non limitato a pochi, rimanendo una illusione per tanti.
Poichè necessariamente bisogna partire dalla realtà, per arrivare a ciò che oggi appare una utopia per molti, come una società della decrescita, l’unica via che può permettere una dignitosa qualità della vita in un contesto globale di risorse limitate, personalmente cerco di ancorarmi a qualcosa che rappresenti delle potenzialità per un serio progetto a medio-lungo termine, in cui siano rispecchiati molti miei valori. Questo progetto in Italia si chiama Partito Democratico. Al momento c’è tanto da fare, soprattutto a livello di gruppo dirigente, nazionale e locale, ma come dimostra l’esempio di Debora Serracchiani si sta lavorando nel senso giusto, purchè si vada avanti così.
D’altra parte ogni realtà politica rappresenta la società che la sostiene, e se questa agisce su basi puramente individualiste, c’è ben poco da sperare nella politica che ci rappresenta, seppur con tutte le distinzioni del caso, senza fare qualunquisticamente di tutta l’erba un fascio.
La politica siamo noi, ad ogni livello. Elettori ed eletti siamo il TUTTO.
Gli eletti rappresentano le speranze degli elettori e se queste, nella coscienza collettiva, e qualunque sia il nobile o meno nobile intento che li ispira, ci ritroveremo, sempre e comunque, la politica che ci meritiamo.
Se dalla politica ci aspettiamo il favore per avere un vantaggio sui nostri pari, la politica che ci rappresenterà rispecchierà queste aspettative, almeno nelle promesse elettorali.
Se alla politica chiediamo rispetto della dignità di ognuno di noi, al di là del sesso, della religione e della razza, la politica inevitabilmente tenderà ad essere costituita da persone che rispetteranno la dignità di ognuno.
E’ un gioco di specchi che trasmettono e riflettono dei messaggi dove non c’è reale distinzione tra elettore ed eletto.
Non è un caso che le nazioni civilmente più rispettose dei diritti individuali e collettivi siano quelle nazioni che hanno una classe politica più onesta.

Debora Serracchiani

Giugno 9, 2009 di fr69

Fobia

Giugno 5, 2009 di fr69
E’ più facile curare una fobia in dieci minuti che in cinque anni.

L’inizio

Giugno 5, 2009 di fr69

Il mendicante- Una storia sufi

Giugno 5, 2009 di fr69

Un mendicante si recò da un imperatore e gli disse:” Se mi farai la carità, esiste una condizione”. L’imperatore aveva visto molti mendicanti, ma mai qualcuno che ponesse condizioni. Questo mendicante era davvero strano, un uomo con molto potere, era un mistico sufi. Aveva fascino, carisma e la sua personalità aveva un’aura. Persino l’imperatore provò un po’ di gelosia. Di che condizioni parlava?
L’imperatore gli chiese: “Che cosa intendi dire? Quale condizione?”.
Il mendicante rispose: “Questa è la mia condizione: accetto la tua carità solo se riesci a riempirmi completamente la ciotola”.
Si trattava di una piccola ciotola da mendicante e il re rispose: “Che cosa credi che sia? Un mendicante? Credi che non possa riempire questa piccola e lurida ciotola?”.
Il mendicante rispose: “Ho pensato fosse meglio dirtelo prima, perché dopo potresti avere dei problemi. Se pensi di poterla riempire, riempila”.
Il re convocò il suo visir e gli ordinò di riempirla di pietre preziose: diamanti, rubini, smeraldi… che questo mendicante sappia con chi sta parlando!
Ma ecco sorgere le difficoltà. La ciotola veniva riempita, ma il re era sbalordito: non appena le pietre cadevano nella ciotola, scomparivano. Il re divenne furioso e disse al suo visir: “A costo di perdere il mio regno e di svuotare i mie forzieri, non voglio che questo mendicante mi sconfigga. Sarebbe troppo!”.
Si narra che tutti i tesori scomparirono e pian piano il re divenne un mendicante; ci vollero mesi… e il mendicante era ancora lì e il re era lì, tutta la popolazione della capitale era presente e si domandava che cosa stava succedendo, che cosa sarebbe accaduto perché tutto scompariva nella ciotola. Alla fine il re cadde ai piedi del mendicante e gli disse: “Perdonami, ma prima di partire devi dirmi una cosa. Qual’è il segreto di questa ciotola? Tutto è scomparso all’interno!”.

Il mendicante rise e rispose: “E’ fatta di ego umano. Ho costruito questa ciotola con l’ego umano: tutto scompare all’interno e nulla lo soddisfa mai”.


Grazie a Tisbe

Insegnare

Giugno 3, 2009 di fr69
C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo, ma cercando
d’essere franco all’altro come a sè,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

Danilo Dolci

Poeta, pedagogista e animatore di iniziative di pace (1924-1997)

preso da Chi educa Chi

Lasciare che accada

Giugno 2, 2009 di fr69
lasciare che accada

che le resistenze operino nel nostro interesse

senza opporci ad esse

d’altra parte ogni cellula è fatta di molecole vincolate in qualche modo tra loro

ogni organismo vivente è costituito da cellule vincolate tra loro esse stesse

senza vincoli esisterebbe solo disgregazione

lasciare che accada

tutto in un flusso continuo di vita e morte

in cui anche la mente nel mentire ha un suo ruolo

e lasciamo che faccia il suo dovere

lasciare che accada

che il corpo fluisca

nel suo vibrare

che il respiro fluisca

nel suo ritmo naturale

lasciamo che la quiete invada ogni parte dell’essere

permettendo alla spontaneità di emergere

col suo tempo

nel suo flusso

un fiume che d’incanto s’inabissa nelle profondità della terra

non per questo smette di fluire

il flusso fluisce ovunque

anche dove non appare

anche dove ci sono resistenze

indispensabili per l’integrità

F