Archivio per Dicembre 2008
Gregg Braden: The Spontaneous Healing of Belief
Dicembre 29, 2008PSYCH-K
Dicembre 29, 2008
Pendulum
Dicembre 26, 2008Vita
Dicembre 24, 2008La vita è un continuo costruire e distruggere. Non c’è progresso senza regresso
Tumore inguaribile e consapevolezza
Dicembre 23, 2008E’ meglio morire di tumore “inguaribile” vivendo tutta la fase della malattia in modo consapevole o è preferibile non far sapere niente al malato?
Sono capitati diversi casi di conoscenti, parenti che sono morti senza sapere ufficialmente niente della loro “condanna a morte”.
Premetto che personalmente credo che solo una via consapevole possa invertire o rallentare un processo apparente inevitabile. Ma la consapevolezza è una parola che va molto oltre il sapere, che mi viene il dubbio che a volte sapere non significa poter svolgere un percorso consapevole verso l’ignoto che può essere anche la morte.
Nella nostra cultura la morte è qualcosa dalla quale si fugge senza rendersi conto che non sarebbe possibile senza la vita.
Illuminatemi se avete qualche sensazione più chiara della mia.
La scuola uccide la creatività?
Dicembre 21, 2008Ted Robinson – Do Schools Kill Creativity? from Andrea Benassi on Vimeo.
Sottotitoli in italiano. Da vedere
La corruzione inconsapevole che affonda il paese- di Roberto Saviano
Dicembre 20, 2008La cosa enormemente tragica che emerge in questi giorni è che nessuno dei coinvolti delle inchieste napoletane aveva la percezione dell’errore, tantomeno del crimine. Come dire ognuno degli imputati andava a dormire sereno. Perché, come si vede dalle carte processuali, gli accordi non si reggevano su mazzette, ma sul semplice scambio di favori: far assumere cognati, dare una mano con la carriera, trovare una casa più bella a un costo ragionevole. Gli imprenditori e i politici sanno benissimo che nulla si ottiene in cambio di nulla, che per creare consenso bisogna concedere favori, e questo lo sanno anche gli elettori che votano spesso per averli, quei favori. Il problema è che purtroppo non è più solo la responsabilità del singolo imprenditore o politico quando è un intero sistema a funzionare in questo modo.
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Io e l’epigenetica
Dicembre 15, 2008Per l’epigenetica il DNA è una copia di tutte le informazioni che vengono tradotte in ciò che siamo, almeno materialmente. Ma a differenza della predeterminazione genetica, secondo cui il DNA è “tutto”, secondo l’epigenetica il DNA non si attiva se non arriva un segnale esterno, quindi il DNA non è più “tutto”. E dovendo una cellula captare i segnali esterni il “cervello” di tutto il processo diventa la membrana cellulare che percepisce gli stimoli esterni e li traduce in azione interna/esterna, compresa la fase di duplicazione del DNA. Pertanto è l’ambiente, i condizionamenti subiti quando eravamo piccoli, anche nella fase fetale, che sono registrati nel nostro subconscio, che determinano principalmente chi siamo, soprattutto quando agiamo in “modalità automatica” e non il DNA, che senza lo stimolo adatto è solo una molecola molto stabile che nei cromosomi è circondata da tante proteine indispensabili alla sua replicazione quando arriva un segnale in tal senso. Inoltre per l’epigenetica non siamo più vittime del DNA in quanto in qualche modo abbiamo la possibilità di “riscrivere” almeno parte di ciò che siamo, per cambiare i nostri automatismi, anche a livello di patologie croniche considerate incurabili, anche se non letali. Quindi questo ci permette di riprendere in mano le redini della nostra salute, della nostra vita, anche quando la medicina ufficiale allarga le braccia in segno di resa.
3 anni fa da chimico, essenzialmente scientista fino a 8-10 anni fa, mi sono ritrovato ad affrontare alcune serie patologie croniche affidandomi tra l’altro all’omeopatia. Pur rimanendo scettico sull’omeopatia, rimanerci a contatto, attraverso un rapporto paziente-medico estremamente personalizzato, mi ha permesso di vedere la malattia in modo diverso, oggi potrei dire molto “epigenetico”, e malgrado la sofferenza (non più soppressa brutalmente con varietà di farmaci che comunque funzionano in parte) ho fatto rilevanti progressi. Questo non significa aver rinunciato completamente a tutti i farmaci in quanto in certe situazioni non si può passare dalla modalità di completa soppressione a quella di eliminazione totale della soppressione dei sintomi, in quanto l’abitudine a certi farmaci non permette di liberarsene con facilità senza correre seri rischi. Tornando all’omeopatia anche se fosse solo suggestione o effetto placebo, perchè la medicina si ostina a non voler sfruttare le grandi potenzialità che ha tutto questo? Questo vale anche per tanti altri approcci terapeutici alternativi. Ripeto che, omeopatia o non omeopatia, per me è essenziale mettersi in discussione.
Alcune visioni che qualcuno potrebbe affermare di tipo religioso (sono un agnostico , ex ateo se proprio voglio definirmi dal punto di vista religioso), non sono frutto del caso. Diciamo che non trovando risposte adeguate nello scientismo medico, da ricercatore non solo per professione, ho ampliato il mio orizzonte, prima leggendo tanto, e poi in una fase molto critica della mia esistenza, passando dalle parole ai fatti. Il lavoro da fare, anche a livello di consapevolezza del processo in corso è ancora tanto, ma credo fermamente che se vogliamo uscire dai nostri automatismi, anche quelli che si manifestano a livello somatico, come malattie organiche croniche non c’è alternativa ad una visione epigenetica.
La rassegnazione che trasmette la medicina classica per le patologie croniche è disarmante. Ti dà una etichetta e poi usa quell’etichetta per applicare una procedura per limitare la sofferenza, ma non per risolvere i problemi alla base della sofferenza, che spesso considera irrisolvibili.
E’ chiaro che tutto questo personalmente mi crea problemi esistenziali a livello di percezione del mondo in cui comunque vivo, che è la comunità accademica. Insomma è un mettersi in discussione a 360°! Il percorso di cambiamento in atto forse prevede anche questo. Uno scienziato che parla di epigenetica con grande seguito è Bruce Lipton, autore del bestseller “La biologia delle credenze”. Un libro eccellente che consiglio di leggere a chiunque voglia saperne di più sull’epigenetica. Di Lipton trovate parecchio materiale anche video su Youtube (in inglese). E per chi ama apprendere via video è in commercio un DVD di Lipton in italiano molto chiaro ed esauriente: “La mente è più forte dei geni. La nuova scienza che ci restituisce i nostri poteri.”
Di recente è uscito anche un libro, “Medicina Epigenetica” di Dawson, che ha come sottotitolo “Felicità e salute attraverso la trasformazione consapevole del DNA”!
Per un purista della scienza medica vista in un certo modo alcune affermazioni possono sembrare delle assurdità. Invito coloro che leggono queste righe di approcciarsi alla questione informandosi senza preconcetti. Poi ognuno può rimanere della propria idea.

Sui miei commenti ai post altrui sugli altrui blog!
Dicembre 21, 2008Credo che i blog siano un ottimo mezzo per trasmettere delle opinioni basate sui fatti. Quando sui fatti si vuole speculare per convincere qualcuno, come sto facendo io adesso, seppur nel mio spazio, allora si inizia a produrre spazzatura mentale.
Credo che a differenza dell’”apprendimento” passivo sotto “anestesia” che si ha davanti ad un televisore, il web possa permmettere un apprendimento attivo basato su un processo osmotico di informazioni mediate dalle membrana di ciò che ognuno di noi è. Quindi a volte è opportuno evitare di contribuire a inquinare lo spazio altrui con mezze verità, perchè in realtà si tratta di pezzi della propria verità che si vuole trasferire tramite un mezzo improprio che è il commento a verità altrui.
Credo che se si vuole dire la propria, possa essere più appropriato citare la fonte della notizia e scrivere un post sul proprio blog.
So che è un post un pò strambo, come spesso mi accade. Ma volevo trovare il modo di condividere il mio pensiero, frutt0 di sensazioni provate nel mio esternare su lidi diversi per dire il mio frammento di verità, senza una base di identità per chi non sa come la penso su alcune questioni. Come è successo su Anobii, credo che scomparirò dal commentare post altrui se non con frasi di circostanza. Se riterrò esprimere una mia opinione dedicherò direttamente un post da queste parti.
Capire la dinamica del proprio pensiero è un sottile gioco di regolazioni, di sensazioni, al fine di trovarsi per poi disfarsi, e ricominciare il gioco.
Pubblicato in commenti, disfarsi, parole, post, ritrovarsi, sensazioni | Lascia un commento »