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Meat the truth – Carne, la verità sconosciuta
giugno 21, 2009Capitalismo e fame nel mondo
giugno 20, 2009Caterpillars
giugno 20, 2009NOIA
giugno 19, 2009La noia è una spinta verso situazioni non noiose. Quando inzuppati del proprio malessere non si sente più la noia si è fottuti. Finchè ci si annoia c’è sempre una forza motrice vitale.
Abbuffata di informazioni
giugno 19, 2009Essenza e apparrenza
giugno 13, 2009
La nostra essenza non è nell’apparenza
ma l’apparenza dà il senso dell’essenza
Terapia provocativa
giugno 11, 2009Farrelly pensa che l’ umorismo possa essere non solo curativo ma anche preventivo dei disagi e dei disordini mentali. “Il proverbio dice: una mela al giorno leva il medico di torno. Io dico: una risata è meglio”. Farrelly cita le ultime ricerche dell’università di Stanford in California e l’ultima opera di William Frye(“Manuale di humour in ‘psicoterapia”) e afferma che la risata ha effetti biochimici importanti: dal punto di vista fisiologico è equivalente a una bella corsa a piedi.
E poi si è scoperto che il cervello rilascia encefaline durante il riso.
Insomma una risata fa bene sia ai sani che ai malati: “l’ansietà diminuisce – afferma Farrelly – aumenta I’autostima”.
“Con l’anestesia della provocazione umoristica – afferma Alessandro Vannucci – in terapia possiamo toccare insieme al paziente zone scollanti della psiche senza bruciarci. Dal fatto di vedere la sua immagine, il suo mondo e le persone per lui significative in modo strano, imprevisto, mai visto, nascono nuove possibilità di rappresentarsi e di essere nel presente e nel futuro. E’ una terapia umanistica, non interpretativa, ma basata sul fatto di far sperimentare al paziente altre parti di sé, rispetto a quelle con cui si identifica e che sono responsabili del problema per cui si sottopone alla terapia”. Resta il fatto che i nastri-video con cui Farrelly documenta le sue sedute terapeutiche sono spesso umoristicamente irresistibili. “All’ ultimo congresso junghiano a Città del Messico – ha ricordato Farrelly – c’erano molti serissimi psichiatri che cercavano di trattenersi dal ridere. Ma erano così buffi che facevano ridere gli altri”.
di Cesare Protetti
fonte integrale: Marco Avena
